Cosa significa essere assaggiatore?

Nel mio curriculum potete leggere che sono un assaggiatore di formaggio e un maestro assaggiatore di salumi, come ho ottenuto queste qualifiche? Da chi?

A livello nazionale sono riconosciute le organizzazioni di assaggiatori di diverse tipologie di alimenti. Nel corso degli anni ho seguito -e superato scrupolosi esami- i corsi previsti dall’organizzazione nazionale assaggiatori di salumi -O.N.A.S- arrivando così alla qualifica più alta di maestro. Per quanto invece riguarda l’organizzazione di assaggiatori di formaggi -O.N.A.F. – ho seguito e superato il primo corso conseguendo così la qualifica di assaggiatore, ma non ho ancora concluso tutto il resto della preparazione – l’era covid e una bambina piccola non aiutano. Voglio però sottolineare che la vita di un assaggiatore non si ferma nel momento che ha ottenuto la qualifica ma occorre un lavoro continuo per mantenere allenati i propri sensi e poter migliorare sempre più e ampliare la propria conoscenza.

Il nostro lavoro consiste nel conoscere il prodotto che andiamo ad assaggiare, andando a vedere come viene realizzato e quali caratteristiche dovrebbe presentare per essere ‘buono’ – non devo trovare difetti, poi il prodotto può anche non piacermi ma occorre l’oggettività. Dopo di che si procede con l’assaggio prima la vista, il tatto poi l’olfatto e il gusto, proprio come succede in natura: prima osservo l’alimento, poi lo avvicino gradualmente al mio corpo, lo tocco, annuso e infine lo metto in bocca. Trasformo poi tutto queste sensazioni in parametri in base a delle schede che sono preparate dalle associazioni per ogni tipo di alimento, proprio per rendere il risultato finale il più oggettivo possibile.

Concludendo, l’assaggio è un’attività molto stimolante, adatti ad animi curiosi che vogliono capire che cosa ti trovano effettivamente nel piatto, ma necessita di molta dedizione e impegno costante.

Di seguito i link delle associazioni di assaggiatori

Quando un alimento è di qualità?

Sentiamo spesso parlare di qualità degli alimenti, ma chi sa esattamente cosa si intende con questo termine?

Secondo quanto definito dalla normativa UNI ISO 8402 la qualità è l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite” (UNI ISO 8402). Quindi, un alimento, deve rispondere alle nostre esigenze implicite ossia ci deve nutrire -qualità nutrizionale-‏ e non deve presentare rischi per la nostra salute -qualità igienica-‏ ma fondamentale, esigenza espressa, ci deve soddisfare – qualità organolettica. Io amo immaginare una piramide con alla base la sicurezza alimentare, nutrizionale e infine la qualità organolettica. Questa è sicuramente la visione che hanno le industrie: un prodotto che crea problemi alla salute del consumatore non sarebbe proprio una buona pubblicità.

Nel quotidiano però tutto si inverte: siamo attratti ad acquistare un prodotto da come ci appare alla vista -quindi anche la confezione- e dalle sensazioni che prevediamo ci darà il suo consumo dando per scontato che la qualità igienico sanitaria sia garantita.

Perchè nasce ‘La forchetta curiosa’?

cropped-blog.jpgQuesto blog nasce dalla mia passione per il cibo, sia come buongustaia e assaggiatrice,  sia come tecnologo alimentare. Spesso consulto i vari siti che offrono tantissime e buonissime ricette e mi sono accorta che manca però una corretta informazione su ciò che stiamo mettendo a tavola, non solo dal punto di vista nutrizionale ma dal punto di vista tecnologico, informazioni che permettano di rispondere alla domanda: ‘com’è fatto?’. Così ho preso coraggio ed eccomi qui, con l’obiettivo di raccontarvi come vengono prodotti i nostri alimenti, magari mostrandovi qualche trucchetto per leggere le etichette, per capire come vanno conservati…insomma di tantissime cose!