Lo Yogurt

Circa una volta a settimana tiro fuori la yogurtiera e mi metto al lavoro: riscaldo a 37 °C un litro di latte pastorizzato aggiungo una bustina di fermenti o uno yogurt, metto quanto ottenuto nei vasetti e chiudo. Mi dimentico il tutto per 12 ore ed ecco il mio yogurt è pronto.

Cosa succede in quel vasetto nella yogurtiera?

La temperatura alta permette lo sviluppo di alcuni microrganismi -quelli che metto con i fermenti o con lo yogurt- detti Lb. delbrueckii subsp. bulgaricus e Strep. thermophilus che attraverso un processo detto fermentazione trasformano il lattosio in acido lattico abbassando così l’acidità -pH- e portando a coagulare il latte. Oltre a far questo liberano composti che sono gli aromi caratteristici dello yogurt: acetoino, acetone e diacetile.

Passate le 10-12 ore ottengo uno yogurt detto a coagulo intero ossia non è omogeneo come quello che compro ma ho una parte solida e una più liquida. La rottura di questo coagulè e ciò che viene fatto anche a livello industriale e consiste appunto nel rompere questa parte spessa mescolando.

Al momento del consumo aggiungo ciò che mi ispira in quel momento: marmellata, crema di cioccolato, caffè, biscotti ecc.

Credo che fare lo yogurt sia un lavoro davvero semplice con un investimento iniziale ridotto perchè la yogurtiera ha dei prezzi contenuti. Inoltre credo che permetta di aiutare molto l’ambiente visto che non devo più smaltire le confezioni degli yogurt ma semplicemente lavare i vasetti in vetro che sono pronti per essere utilizzati.

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